07/02/2019 18:15

Veronesi, 8000 euro
di premio ai dipendenti

Ottomila euro in quattro anni per ciascuno degli 8000 dipendenti. E’ premio deciso dal Gruppo Veronesi, primo gruppo italiano con filiera completa e integrata che parte dalla produzione dei mangimi sino alla trasformazione e distribuzione delle carni e dei salumi della tradizione gastronomica italiana.
Si tratta - precisa una nota aziendale - del premio di produttività variabile concordato con le parti sindacali nei vari contratti integrativi e che viene erogato, per il 2018, a partire dal mese febbraio.

Grazie al piano dedicato “Veroneasy life” il Gruppo agroalimentare offre la possibilità di convertire il valore lordo del premio in welfare: anziché percepire quindi il premio come valore lordo in busta paga, i lavoratori possono utilizzare l’intero importo defiscalizzato per acquistare un ampio ventaglio di beni e servizi e aumentare così la capacità di spesa di ciascuno.
Le aree coperte dal piano di welfare aziendale spaziano dall’assistenza sanitaria a quello dell’assistenza sociale, dall’istruzione alla previdenza complementare ai voucher per acquisti e buoni benzina, fino alla ricreazione e allo sport.
Tra i benefit anche i tablet per gli studenti, baby-sitting, micronidi, gestione del tempo libero. I dipendenti hanno tempo fino al 15 febbraio per valutare se aderire al piano welfare e quindi volontariamente convertire una parte o la totalità del premio.

Ogni lavoratore può anche decidere di non convertire il premio: in questo caso, naturalmente, l’importo viene erogato con le relative trattenute di legge. Il piano welfare si applica già ad oltre l’80% dei dipendenti e verrà proposto a tutte le persone del Gruppo in occasione dei prossimi rinnovi contrattuali. “Con questi premi di produttività abbiamo voluto coinvolgere tutte le risorse al raggiungimento degli obiettivi strategici - ha detto Giuliano Allegri, direttore Risorse umane del Gruppo Veronesi - Quella del welfare aziendale costituisce una sfida importante: si tratta di misure che contribuiscono a bilanciare le esigenze lavorative con la vita privata”.
“Il welfare aziendale - ha aggiunto - sta divenendo sempre più il cosiddetto secondo pilastro dello Stato sociale: ogni impresa è chiamata a rispondervi per mettere a  fattore comune le risorse pubbliche e quelle private e andare, cosi, incontro alle esigenze della persona”.