09/02/2019 17:54

Strazio a Lavagno
per l'addio ad Elia

A San Pietro di Lavagno mancano pochi minuti all’arrivo della bara di Elia, piccolo campioncino dal cuore gialloblù, che il destino ha crudelmente strappato a questa vita. C’è un silenzio irreale, pesantissimo. Arrivano decine di palloncini bianchi, poi quelli della sua squadra dei sogni, l’Hellas Verona. Arrivano i compagni di classe, l’intera scuola di san Pietro di Lavagno, dove Elia fino a qualche giorno fa sedeva, diligente, nel suo banco. Il silenzio è squarciato solo dal rintocco pigro delle campane. Il momento che nessuno vorrebbe vivere arriva alle 15 in punto. Il feretro che accompagna Elia per il suo ultimo viaggio si fa largo tra le centinaia di persone che non potevano mancare il commiato più triste, il più innaturale. Ed eccola la piccola bara bianca, ricoperta dai fiori e dalla maglietta di Gianpaolo Pazzini, bomber del Verona. Subito dietro, i genitori di Elia, tutta la famiglia, i parenti, gli amici più vicini. Capaci di essere ancora in piedi e di resistere al dolore che piega le gambe. La benedizione del parroco sul sagrato della chiesa, poi l’ingresso e centinaia di persone in processione dietro la piccola bara. Non tutti sono riusciti ad entrare per stare vicino al piccolo angelo giallobù. Ma sono rimasti fuori, ad aspettare. In silenzio, stretti tra i cappotti e le lacrime.