29/11/2019 18:00

Esplode il caso su Cibo
e i messaggi su Facebook

Esplode la polemica sul writer veronese Cibo, al secolo Pier Paolo Spinazzè, che ha raggiunto la notorietà nazionale perché da una quindicina di anni ripulisce i muri della città e della provincia da svastiche, croci celtiche e messaggi di odio.

Scorrendo la sua bacheca Facebook si possono leggere messaggi controversi (e di odio) su vari temi: da Israele al femminicidio fino agli insulti gratuiti a Woody Allen, come ha riportato il quotidiano "La Verità". Due settimane fa Cibo aveva denunciato una 'bomba carta' posizionata sotto la propria automobile. Sul fatto indagano i Carabinieri di San Giovanni Lupatoto.

La famosa blogger Selvaggia Lucarelli ha preso posizione sul tema scrivendo su Twitter: "Quindi lo street artist Spinazzè detto “Cibo” che cancellava L’odio dai muri di Verona, finito su tutti i siti e giornali, era un odiatore a sua volta. Non se ne esce più. Almeno la bomba carta sotto la sua macchina era vera? Perché pare non ci sia prova manco di quella".

Sono dure le parole del presidente della commissione politiche giovanili della Lega Andrea Velardi che commenta così quanto accaduto "gli scrittori, secondo Italo Calvino, scrivono perché sperano di esser scoperti dai loro lettori. Il libro che mostra il vero volto di cibo è Facebook." prosegue "Tutti coloro che lo sostengono , davanti alla realtà fatta emergere dal quotidiano la Verità hanno due scelte: ricredersi o esser facce della sua stessa ipocrisia. Colui che ci ha dipinto quello che non siamo si è rivelato uno dei peggiori fomentatori d’odio. I suoi post sono di una violenza e gravità tale, che citarli sarebbe diseducativo per i giovani lettori e oltraggioso verso tutte le donne".

La lega veronese fa quadrato pure con gli altri consiglieri comunali Anna Grassi, Laura Bocchi, Thomas Laperna, Paolo Rossi, Roberto Simeoni e Alberto Zelger “Ci aspettiamo una pubblica risposta da quella parte di politici che hanno sempre sostenuto e preso come esempio e simbolo il writer che sui social quotidianamente si scaglia con superiorità contro la Lega e il leader Matteo Salvini e invece si è dimostrato essere un esempio di maleducazione e mancanza di rispetto”.