02/12/2019 15:48

Anziani al centro, per
una cura più attenta

Anziani al centro, per una cura che tenga conto della persona oltre che della malattia. Il mondo della medicina nazionale ed internazionale si incontra a Verona, dal 5 al 7 dicembre alla Gran Guardia, per discutere e riflette sulle più corrette modalità di assistenza della persona anziana malata (GUARDA SERVIZIO TV). L’appuntamento è con il 4° Congresso Nazionale della Associazione Multidisciplinare di Geriatria – AMGe, sul tema “Geriatria e dintorni: un viaggio di incontri”.

Tre giornate di appuntamenti su tematiche multidisciplinari che riguardano tutte le professionalità sanitarie e vedrà gli interventi di oltre 70 specialisti provenienti dalla medicina Generale, Farmaceutica ed Infermieristica.

Il Congresso, inoltre, darà risalto all’attività dell’AMGe e al fatto che è diventato socio istituzionale del Movimento ‘Slow Medicine’ - che mira a cure appropriate e di buona qualità e ad un’adeguata comunicazione fra le persone per ridurre i costi della Sanità -, e del Progetto Choosing Wisely Italy - che punta a favorire il dialogo tra medici e cittadini.

Il programma del Congresso è stato presentato questa mattina dal sindaco Federico Sboarina e dall’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco insieme al direttore di Geriatria ULSS9 Scaligera ospedale di Villafranca e Bussolengo Matteo Grezzana, organizzatore dell’evento e presidente nazionale dell’AMGe. Presente il dirigente medico di Geriatria dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona Giorgia Cecchini, membro dell’AMGe e il consigliere regionale Stefano Valdegamberi.

“Un’interessante opportunità offerta alla cittadinanza – sottolinea il sindaco Sboarina –, che potrà partecipare gratuitamente a tutte le tre giornate di Congresso ed entrare così in relazione con alcuni dei principali professionisti nazionali ed internazionali nel campo della medicina generale e geriatrica”.

“Tante realtà mediche diverse – spiega l’assessore Bertacco – riunite a Verona per discutere non solo sui progressi scientifici ma, soprattutto, sui diversi approcci d’interazione medico-paziente da realizzarsi durante la cura. Per la ‘Slow Medicine’, infatti, è sempre più importante mettere al centro la persona e non la malattia, per una cura più sobria, rispettosa e giusta”.



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