16/01/2020 17:08

"Mia mamma, fatta
a pezzi dal mostro“

"Quando si parla di lui si dice che era il killer delle prostitute. Bé, io volevo dire che effettivamente mia madre non era una prostituta, non faceva la prostituta. Magari aveva una vita discutibile, data dai tempi. Ma non era una prostituta".

A Porta a Porta parla Alessandro, figlio di Claudia Puleyo, uccisa 26 anni fa dal più pericoloso serial killer italiano di tutti i tempi. Gianfranco Stevanin. E Alessandro parla ora perché ai tempi non sapeva chi fosse sua madre. Mentre Scotland Yard rivoltava le zolle di terra nel giardino di Terrazzo scoprendo i resti delle donne violentate, fatte a pezzi e sotterate, lui era ignaro, poco lontano, dato in adozione ad un anno e mezzo di età. Che sua madre fosse una delle cinque vittime di stevanin l’ha scoperto partendo dall’unica cosa che sapeva. Che era morta. L’ha cercata in tutti i cimiteri del Veneto. Fino a quando l’ha trovata e si è sentito in dovere di dire che no, sua madre non era una prostituta.

"Era amica di Gianfranco da anni. Tutta la sua famiglia lo conosceva, lavoravano per lui nei campi a raccogliere le mele. Ecco, era un amico di famiglia".

E ora, quell’amico di famiglia, dopo una condanna all’ergastolo in primo grado annullata in Appello e confermata in Cassazione potrebbe uscire dal carcere. Dopo 25 anni e sei donne uccise alle spalle. Potrebbe avere dei permessi, la legge lo consente e lui lo ha chiesto. Vuole rifarsi una vita, ha detto dal carcere. E quello che ha fatto, dice, non lo ricorda esattamente.

La giornalista di Porta a Porta gli chiede quale fu il motore di tutto. Lui dice il sesso. Dice che è conserva di quelle donne un bel ricordo. Che ai tempi erano solo oggetti di divertimento. Che ogni volta faceva la stessa cosa perché non conservava il ricordo di quella precendente.

A decidere sul futuro dentro o fuori dalle sbarre sarà il Giudice di sorveglianza. Intanto Alessandro, mentre ne ascolta le parole all’auricolare, dice così.

"Non voglio entrare nel merito degli atti processuali -spiega a Porta a Porta- dico solo che quando e se mai dovrà uscire dal carcere io spero possa aver fatto un certo tipo di percorso e non essere pericoloso per nessuno. Non gli auguro né di stare dentro, né di stare fuori, a me non interessa. A me interessava solo mia madre e mia madre non c'è".