21/01/2020 14:31

La Biblioteca Capitolare
apre alla città

La Biblioteca Capitolare di Verona, la più antica esistente al mondo, custode di saperi da 1600 anni, si apre al mondo per valorizzare e preservare quel bene inestimabile che è a tutti gli effetti patrimonio culturale dell’umanità.

Allo scopo di custodire e valorizzare sempre più il tesoro in essa nascosto ed offrire la possibilità di essere conosciuto da un sempre maggior numero di visitatori, è stata costituita la Fondazione Biblioteca Capitolare.
Un progetto ambizioso, l’unico in grado di trasformare un gioiello storico e artistico di Verona in bene universale. Un cammino che si amplierà grazie anche al supporto della ricerca accademica e di progetti che coinvolgano realtà internazionali della cultura, tra questi il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, che affiancherà la Fondazione nella realizzazione del suo progetto.

“L’obiettivo - ha spiegato monsigor Bruno Fasani, presidente della Fondazione - è preservare e valorizzare il ricco patrimonio della Biblioteca Capitolare”.
“La Fondazione - ha aggiunto - intende sviluppare, con il supporto del Museo Egizio di Torino, tre aree di attività fortemente connesse fra loro: l’attività di consultazione che resterà il cuore della Biblioteca ma richiede un’urgente opera di digitalizzazione e una complessiva messa in sicurezza a difesa di tutto il patrimonio, l’attività di ricerca, che è essenziale per garantire nel lungo periodo l’esistenza della stessa Biblioteca Capitolare e che si svilupperà con il partner naturale dell’Università di Verona, ma anche con altri centri della cultura nazionali ed internazionali”.

“Infine - ha concluso mons. Fasani - l’attività museale che abbraccerà le visite, le mostre dedicate, le mostre condivise anche fuorisede, il laboratorio didattico, eventi e conferenze, tutte attività che avranno lo scopo di fare conoscere le ricchezze della Biblioteca Capitolare e di contribuire al sostentamento della operazione complessiva”.

Nota a livello internazionale per l’antichità e la preziosità dei suoi manoscritti, è stata riconosciuta come la Biblioteca più antica al mondo ancora oggi funzionante. Ne dà conferma il celebre Codice Ursicino, datato 1 agosto 517 d.C. che attesta l’esistenza di uno scriptorium attivo già nel secolo precedente.
Tra i tesori più celebri conservati in Capitolare si ritrovano: l’Indovinello Veronese, considerato l’atto di nascita della lingua italiana; l’Evangeliario Purpureo scritto su pergamena imbevuta nella porpora e con caratteri in argento ed oro; l’Iconografia Rateriana, forse la prima immagine integrale conosciuta di una città medievale; le Istituzioni di Gaio, unico testo al mondo di diritto romano pressoché completo; la prima edizione del De Civitate Dei di Sant’Agostino contemporanea all’autore.

L'importante iniziativa è stata presentata oggi. Presenti anche, Michele Bauli in rappresentanza del socio fondatore Bauli Spa e, in collegamento remoto, il direttore del Museo Egizio Christian Greco, che affiancherà la Fondazione nella realizzazione del suo progetto.

“Consegnare questo tesoro al mondo significa porre le fondamenta per far crescere il livello culturale di Verona, da oggi e nei secoli a venire - ha aggiunto il sindaco Sboarina - Purtroppo molti veronesi ancora oggi non conoscono la Biblioteca, non l’hanno mai visitata, non sanno quale valore sia custodito tra queste mura. Deve essere aperta per loro anzitutto, ma anche per tutti coloro che arrivano nella nostra città, turisti e visitatori. Questo progetto dimostra ancora una volta che, insieme, si possono raggiungere obiettivi importanti e ambiziosi. Da quando sono diventato sindaco, mi sono speso per cambiare il trend della città, anche sul fronte della valorizzazione culturale. In questi due anni abbiamo raggiunto importanti risultati, alzando notevolmente la qualità dell’offerta culturale, con il sostegno anche di partner privati. La nascita della Fondazione conferma il fervore e la vivacità che caratterizzano il mondo culturale cittadino”.