24/01/2020 12:20

“Pugni in faccia e testa
sbattuta sul termosifone”

Un vero e proprio pestaggio: l'avrebbe presa a pugni in faccia facendola cadere, sbattendo così fatalmente la testa contro il termosifone. Sarebbe questa la causa della morte di Maria Stefania Kaszuba, la donna polacca di 51 anni, uccisa domenica sera dal suo compagno, un tunisino 41enne, nell'appartamento al Residence Palladio, di via Albere, in zona Stadio. E' quanto emerge dalle prime analisi sul corpo della donna.

Agli agenti della Questura di Genova, dove si è costituito, il 41enne tunisino ha raccontato che entrambi avevano bevuto qualche bicchiere di troppo, litigando poi in maniera violenta. Secondo la sua prima frammentaria versione, la donna sarebbe solamente scivolata, sbattendo la testa contro il termosifone, dove è stata trovata la maggior parte del sangue.

Il nordafricano ha aggiunto che credeva si fosse addormentata e solamente la mattina dopo si è accorto che la donna non dava più segni di vita, così è scappato in treno senza una meta precisa, arrivando martedì a Genova (probabilmente inizialmente voleva scappare in Francia), dove attualmente si ritrova chiuso nel carcere di Marassi. Nel primo interrogatorio davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere.