19/02/2020 15:30

Coronavirus rischia di
rubare soldi ai veronesi

L’effetto Coronavirus rischia di avere un impatto pesantissimo sull’economia nazionale e veronese: bisogna andare oltre l’effetto-psicosi. E’ quanto emerso in una conferenza stampa che si è svolta in Confcommercio Verona alla presenza di Paolo Arena, Presidente dell’Associazione.

L'ufficio studi di Confcommercio, ha spiegato Arena, stima che il nostro Paese possa perdere almeno lo 0,3% del Pil a causa di questo virus. E a Verona, provincia “in prima linea”, il dato può essere maggiore. Sono molte, infatti, le aziende che hanno stretti rapporti con la Cina e che in questo momento sono impegnate su diversi fronti che stressano il loro business. L’emergenza rischia di avere un effetto domino sul tessuto economico. Il problema Coronavirus c’è ma l’Oms e le autorità mondiali stanno rispondendo bene all’emergenza. No alle psicosi, dunque, e no alle “bufale” (come quella secondo cui il coronavirus si trasmette attraverso i cibi).

Secondo i dati della Camera di Commercio scaligera, ha illustrato Dal Dosso, le presenze turistiche cinesi in provincia di Verona nel 2018 sono state 120mila negli alberghi e 16mila nelle strutture complementari; nel Comune di Verona sono 23mila negli alberghi più 12mila per un totale di 35mila.

I cinesi di nascita che al dicembre 2019 avevano un’attività economica nel Veronese erano 1.449, di cui 801 titolari di imprese e 273 soci oltre a 333 amministratori e 42 “altre cariche”: è la terza forza imprenditoriale straniera dopo Romania e Marocco.

L’interscambio commerciale evidenziava a fine 2018 un import 590milioni di euro contro 245milioni di euro di export. Per Verona, la Cina è il 14esimo mercato per export e il quarto mercato per import.

L’emergenza coronavirus, ha sottolineato ancora Arena citando i dati Confcommercio, potrebbe generare un segno negativo per il turismo italiano, con una contrazione della spesa turistica nel 2020 di ben 4,5 miliardi di euro: una cifra pari a circa il 5% per cento del prodotto interno lordo del settore. Circa il 70 percento della contrazione riguarderebbe quattro regioni: Veneto, Toscana, Lazio e Lombardia, che perderebbero circa 3,2 miliardi di euro con un danno ingentissimo per Verona che Confcommercio stima in oltre 500 milioni di euro nel solo ricettivo.

L’ufficio studi Fipe–Confcommercio sottolinea che nei circa 5mila ristoranti cinesi, e non solo, si registra una perdita di fatturato del 70% circa che tradotta in valori assoluti significa 2 milioni di euro in meno al giorno. Se a questo aggiungiamo i 500mila euro che i turisti cinesi in Italia spendono ogni giorno per mangiare, la perdita complessiva della ristorazione è di 2,5 milioni di euro con danni pesanti anche per i fornitori italiani di pesce, carne, beverage.

Preoccupazione anche nel settore della moda: lo scontrino medio di un turista cinese è ormai pari a 1.200 euro, facile capire la rilevanza del business considerando il numero delle presenze a Verona; è la maggiore spesa media registrata nel settore fashion dai turisti extra Ue davanti agli statunitensi (scontrino medio di 1.006 euro) e i russi (scontrino medio pari a 668 euro). Un trend in linea con quello che si registra nel Veronese. Le difficoltà negli approvvigionamenti del tessile rischiano di bloccare la filiera.Anche il settore del mobile e della tecnologia, con tutta la componentistica, sono a rischio.

Presenti alla comnferenza anche Nicola Dal Dosso, Direttore generale, Nicolò Zavarise - assessore alle attività produttive del Comune di Verona, Stefano Brusco - coordinatore Giovani Albergatori di Verona e provincia di Confcommercio Verona, Chiara Tosi - presidente del Comitato provinciale Consulenti del Benessere del Territorio, dell’Urbanistica e dell’Ambiente di Confcommercio Verona e Pei Pei - ristoratrice cinese, titolare Sun Restaurant di Verona.

Mercoledì 26 febbraio, hanno spiegato Chiara Tosi e Stefano Brusco, si svolgerà una serata conviviale organizzata da Confcommercio Verona per dimostrare che non c’è nessun pericolo e quale momento di solidarietà, contro ogni forma di intolleranza. L’appuntamento è alle ore 20 al Sun Restaurant di via Pellicciai a Verona gestito da Per Pei, che ha ringraziato per la vicinanza. La serata prevede un menù fisso-degustazione e vedrà la partecipazione dei dirigenti di Confcommercio Verona e di chiunque vorrà esserci per dire no a pregiudizi e discriminazioni.

L’iniziativa segna inoltre un ulteriore step nei rapporti con la Comunità cinese dopo l’incontro di lunedì 10 febbraio tra i vertici di Confcommercio Verona e l’Associazione principale Cinese di Verona presieduta da Simone Hu (presente alla conferenza stampa).

LE INIZIATIVE DI CONFCOMMERCIO. Come Confcommercio, ha spiegato Arena, ci stiamo muovendo per dare chiarezza nella comunicazione per evitare allarmismi inutili e trovare quei sistemi di accompagnamento delle imprese in una fase in cui è prevedibile una contrazione della produzione e delle vendite: quindi forme di ammortizzatori sociali e forme finanziarie attraverso i Consorzi Fidi per garantire linee brevi di credito utili a sostenere i cash flow che saranno messi sotto stress dal rallentamento di produzione e vendita.