19/02/2020 17:50

La stampante 3D entra
in Sala operatoria

Come Centro di riferimento regionale per la revisione di protesi di ginocchio ed anca, l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar compie un ulteriore avanzamento tecnologico utilizzando per la pianificazione degli interventi complessi di ortopedia un sistema di stampa 3D. Sistema che consente una chirurgia personalizzata in base alla patologia del paziente, veloce, di massima precisione e sicurezza, quindi con minori rischi di complicanze operatorie.

Attualmente il “Sacro Cuore Don Calabria” è uno dei pochi ospedali in Italia a dotarsi di stampante 3D. Questo rientra in un progetto più ampio che investe non solo l’Ortopedia e la Traumatologia, diretta dal dottor Claudio Zorzi, ma coinvolgerà progressivamente altre Unità Operative mediche e chirurgiche. Ad iniziare dall’Urologia, diretta dal dottor Stefano Cavalleri, che nelle prossime settimane si approccerà alla pianificazione 3D degli interventi di asportazione di tumori renali di piccole dimensioni.

Grazie alla tecnologia HA3D™ di Medics – start-up innovativa del Politecnico di Torino - le immagini fornite da TC, Angio-TC e RM si traducono in un modello 3D in scala reale, dove sono distinte le varie parti anatomiche - anche quelle di cui il chirurgo avrebbe piena visione solo in sede operatoria - e, per quanto riguarda gli interventi di ortopedia, la precisa entità del danno patologico dell’osso su cui dovrà procedere.

Il modello tridimensionale può essere studiato dal chirurgo virtualmente e fisicamente, tramite la procedura di stampa, ottenibile in alcune ore. La stampa 3D consente al medico non solo una più precisa pianificazione pre-operatoria con la scelta dei device protesici più adatti, ma anche di aumentare la sensibilità e la percezione tattile: prima di intervenire le mani del chirurgo “conoscono” già cosa sentiranno in sede operatoria.

Infine, la disponibilità di un modellino tridimensionale rafforza la comunicazione medico-paziente: la riproduzione reale e comprensibile, anche a chi non dispone di conoscenze mediche, delle condizioni pre-operatorie, completa l’informativa sull’intervento, aumentando la compliance del paziente.

Il progetto 3D ha coinvolto direttamente insieme all’Ortopedia e Traumatologia, anche la Farmacia Ospedaliera, diretta dalla dottoressa Teresa Zuppini, che governa l’intero processo di produzione dei modelli e nei cui spazi è collocata la stampante.

Nel 2019 l’Ortopedia e Traumatologia di Negrar ha effettuato 750 protesi del ginocchio di cui 120 bilaterali, 531 le protesi dell’anca. Le revisioni sono state 134 in totale tra anca e ginocchio.


“L’acquisizione di questo sistema 3D ha origine da un’esigenza sentita da sempre dai chirurghi: colmare il gap tra la bidimensionalità fornita dalla diagnostica per immagini e la condizione reale che incontriamo in sede di intervento”, spiega il dottor Claudio Zorzi, direttore dell’Ortopedia e Traumatologia. “Un’esigenza – prosegue – colmata finora grazie alle nostre conoscenze anatomiche e all’esperienza sul campo. Tuttavia, questo divario resta e, talvolta, può essere causa di interventi non del tutto efficaci e di importanti complicanze operatorie. La possibilità di disporre di un modellino tridimensionale ci consente di abbattere questo divario”.

“La revisione di protesi delle articolazioni maggiori (ginocchio, anca, caviglia e spalla) consiste in un intervento di sostituzione dell’impianto protesico primario. Le indicazioni chirurgiche che portano alla revisione possono essere molteplici, ma sono riconducibili principalmente alla perdita di osso causata dalla mobilizzazione della protesi stessa che ‘scollandosi’ dalla propria sede erode la sostanza ossea”, spiega il dottor Antonio Campacci, responsabile dell’Unità semplice di Chirurgia dell’anca. “A causa di questa perdita d’osso (definita dagli ortopedici ‘bone loss’) l’inserimento di un nuovo impianto è sempre un intervento complesso. Con la tecnologia HA3D di Medics abbiamo tutte le indicazioni necessarie per procedere con sicurezza, anche per quanto riguarda l’anatomia vascolare, molto spesso resa esposta proprio per la perdita di osso”.

Il modellino tridimensionale – che, una volta, sterilizzato può essere portato anche in sala operatoria - è un supporto eccezionale per il chirurgo. “L’opportunità di ‘toccare’ la parte anatomica da trattare nel corso della pianificazione chirurgica educa la sensibilità e la percezione tattile dell’operatore, inoltre dà l’opportunità di simulare più volte l’intervento. Questo significa innanzitutto semplificazione della procedura chirurgica, quindi riduzione dei tempi e di conseguenza dei rischi di complicazioni intra e post operatorie. Inoltre, consente la scelta delle protesi e dei device più adeguati, scelta determinante per la riuscita dell’intervento”, conclude il dottor Campacci

“A breve applicheremo questo sistema anche per la chirurgia oncologica del rene – spiega il dottor Stefano Cavalleri, direttore dell’Urologia -. Per i tumori di piccole dimensioni è indicata l’enucleazione, cioè l’asportazione della sola neoplasia. Il rischio in questi interventi è quello di andare a chiudere vasi (vascolari o urinari) che sono fondamentali per il funzionamento del rene. Con il modello 3D abbiamo invece una visione completa e dettagliata delle varie componenti della parte anatomica in cui andiamo ad agire”.

“Il ruolo della Farmacia è quello di governare l’intero processo di realizzazione dei modelli 3D e di verificare l’appropriatezza della richiesta di stampa – spiega il direttore, dottoressa Teresa Zuppini -. Il medico trasferisce sulla piattaforma MyMedics, nel pieno rispetto della privacy del paziente, le immagini TC, Angio-TC e RM. La segmentazione di queste (elemento anatomico per elemento anatomico) porta alla creazione di un modello 3D virtuale e navigabile. Se il modello viene approvato dal medico e se la richiesta di stampa è appropriata, la Farmacia allestisce la stampante che viene azionata da remoto dalla Medics. Quando il modello in polimero bioplastico è concluso viene privato dai supporti di stampa e immerso in acqua corrente per la pulizia. Se il chirurgo desidera avvalersi del modellino in sala operatoria, si procede alla sterilizzazione”.