19/02/2020 18:15

Progetto Fuoco,
crescita costante

Crescono i consumi energetici da fonti rinnovabili, soprattutto quelli da biomassa (10,7 milioni di tonnellate nel 2018) che ormai coprono oltre il 70% di quelli totali da fonti rinnovabili nel settore termico e il 30%-35% dei consumi complessivi di energia da FER (fonti rinnovabili). Chi utilizza in assoluto più biomassa termica è la Lombardia (1.803 ktep), davanti a Piemonte (965) e Veneto (893), mentre il consumo pro capite più alto riguarda il Trentino Alto Adige, seguito da Valle d’Aosta e Umbria.
A delineare la tendenza è stato il responsabile ufficio statistica del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), Paolo Liberatore, che a Progetto Fuoco, al via oggi alla Fiera di Verona, ha fornito una fotografia aggiornata sull’utilizzo delle FER nel panorama energetico nazionale.
Secondo i dati del report statistico GSE 2018 - presentato nel corso del convegno “Green New Deal ed energia rinnovabile dal legno” indetto da AIEL, Piemmeti, Ministero dell’Ambiente e Progetto PrepAIR – sono state 67mila inoltre le richieste di incentivo riconosciute nel 2019 all’interno del Conto Termico. Domande, pari a 288,5 milioni di euro utilizzati per sostituire i vecchi impianti con moderni generatori, che vedono ancora Lombardia, Veneto e Piemonte tra le regioni più virtuose, anche se in generale negli ultimi tre anni l’uso di questo strumento, riconosciuto tra i più validi per agevolare il turnover tecnologico, è in crescita su tutto il territorio nazionale.
A questi risultati fa da sponda la drastica revisione del parco di generatori energetici (9 milioni di unità, di cui il 70% con più di dieci anni di vita) che l’Italia punta a raggiungere entro il 2030.
“Se da una parte infatti – ha spiegato Valter Francescato, direttore tecnico AIEL, nel convegno moderato da Fabio Romeo del Ministero dell’Ambiente - le stufe a pellet nel nostro Paese sono ormai di ultima generazione, molti di quelli a legna sono invece ancora datati e vanno sostituiti. Ciò anche alla luce del fatto che a livello di bioconsumi in Italia, il 72,3% fa capo alla legna, il 19,2% al pellet e l’8,5% al cippato, mentre i consumi per tipologia di apparecchi vedono al primo posto le caldaie a legna, seguite da camini chiusi, stufe a legna e cucine a legna”.
Non solo. Secondo i risultati di 23mila interviste effettuate nel 2019 nel solo Bacino Padano per il progetto PrepAIR dell’UE e prese in esame da Silvia Pillon dell’ARPAV Veneto, emerge che: una famiglia su cinque usa la legna per riscaldarsi o per cucinare; un milione sono le stufe a legna in uso e 480mila quelle a pellet; nelle regioni del Nord la legna è soprattutto autoprodotta e la manutenzione è costante; il pellet è più diffuso in Lombardia, mentre i caminetti tradizionali trovano più margini in Emilia.
Apertura quindi nel segno del Green New Deal per Progetto Fuoco 2020, il più importante evento mondiale nel settore degli impianti e delle attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione di legna, che ha preso il via oggi alla Fiera di Verona mostrando i muscoli. Sono infatti 800 gli espositori (per il 40% esteri) schierati, compresi i principali produttori mondiali di stufe, caminetti, cucine, caldaie a legno e pellet, e 3500 i prodotti in mostra, tra le ultime novità del mercato, soluzioni super tecnologiche e impianti di design per tutti i gusti. A tagliare il nastro della 12^ edizione della manifestazione sono stati Federico Sboarina, sindaco di Verona, David Di Michele, vicepresidente della Provincia di Verona, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere Spa, Matteo Gelmetti, vicepresidente di Veronafiere Spa e Ado Rebuli e Raul Barbieri, rispettivamente presidente e direttore generale di Piemmeti, la società di Veronafiere che organizza Progetto Fuoco.