05/08/2020 16:15

Militari da Verona in
Sicilia: Sboarina furioso

Sono in partenza 10 dei militari del progetto ‘Strade sicure’ arrivati in città a fine maggio. Il Governo ha deciso di toglierli da Verona per destinarli alla sorveglianza del Cara di Caltanissetta, in Sicilia. Questo, nonostante la proroga dello stato di emergenza, il ritorno dei turisti in città, l’avvio della stagione in Arena. E, soprattutto, la richiesta avanzata dal sindaco per l’impiego delle forze a presidio delle zone più ‘a rischio’ e nei quartieri durante la settimana. A darne notizia, questa mattina, il vice Prefetto durante il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica.

Gli uomini dell’Esercito erano arrivati a Verona a fine maggio, su richiesta del primo cittadino, per supportare le altre Forze dell’Ordine durante la fase 2. Neanche un mese fa, il sindaco aveva chiesto di dislocare i militari, dal lunedì al giovedì, in alcune aree sensibili come Porta Vescovo, piazza Pradaval, via dei Mutilati, Arsenale, via Ponchielli e Riva San Lorenzo. A tutela della sicurezza e del decoro pubblico. Invece, inaspettatamente è arrivato l’ordine di fine missione.

“In un momento così delicato, Verona viene scippata di dieci uomini – spiega il sindaco Sboarina -. Stiamo facendo tutti gli sforzi necessari per ripartire, finalmente stanno tornando i turisti, l’Arena ha dato il via al suo festival e, in questa situazione, il Governo ci toglie anche quelle poche risorse che ci aveva inviato qualche mese fa. Uomini fondamentali per il controllo del territorio e la sicurezza, dato che Verona era già sotto organico. È inaccettabile che si penalizzino le città attente alla sicurezza dei cittadini, per correre ai ripari in maniera emergenziale là dove c’è l’incompetenza di altri”.

“Siamo davanti ad un Governo schizofrenico che cambia idea da un momento all’altro senza tener conto di quanto si sta facendo – afferma l’assessore alla Sicurezza Polato -. Invece di tutelare i confini con i blocchi navali e di controllare gli arrivi, toglie a noi quei pochi uomini che abbiamo perché non sa gestire la questione immigrazione. Lo confermano le numerose fughe dai Cara già registrate nelle settimane scorse. Avevamo chiesto di poter impiegare questi militari sul territorio e nei quartieri, per affrontare le situazioni che ci vengono segnalate dai cittadini e come deterrente. Ancor prima di ricevere una risposta, invece, da Roma hanno pensato bene di privarci di queste risorse fondamentali. Forze che, data la proroga dello stato di emergenza e delle misure per la sicurezza e la salute pubblica, avrebbero dovuto essere incrementate con nuove disponibilità e non di certo spostate altrove”.