16/10/2020 16:10

Festa rimandata per
gli alpini veronesi

I colori dell’Italia sui monumenti del cuore della città antica. Tricolori alle finestre della casa del Comune, dove sarà proiettato anche il logo del Centenario e in tutti i paesi del veronese, striscioni ricordo nelle rotonde e in alcune delle vie principali dei comuni della provincia. Una medaglia forgiata per l’occasione da una giovane studentessa, vincitrice del conscorso indetto dall’A.N.A Verona. Un libro che ripercorre passo dopo passo la storia dei Cento anni della sezione veronese: 1920 – 2020.

Sono queste le tappe fondamentali che ricorderanno, durante le prossime settimane, che quest’anno si celebra il secolo di storia delle Penne Nere veronesi.

I 100 anni della Sezione veronese, fondata ufficialmente l’11 aprile del 1920, sono di fatto già stati celebrati sul campo attraverso l’impegno dei volontari della Protezione Civile e dei gruppi alpini che, capillarmente su tutto il territorio, si sono mobilitati fin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus a favore della collettività. Ora – il prossimo fine settimana e nel dettaglio sabato 24 e domenica 25 ottobre – sarebbe dovuto essere il momento delle celebrazioni ufficiali, di piazza. Senza assembramenti e nel rispetto delle normative antiCovid ma con una partecipazione sentita con una serie di eventi coorganizzati insieme al Comune di Verona: dal ricordo di tutti i caduti al Sacrario Militare allo spettacolo in Arena con la fanfara, i cori alpini ad esibirsi insieme al coro areniano. Tuttavia, l’ulteriore e recente inasprimento delle regole ha indotto gli alpini a decidere di far calare il sipario sul programma ancora prima di alzarlo. Le celebrazioni e i festeggiamenti sono dunque definitivamente rimandati a data da destinarsi, quando la situazione lo consentirà. “Abbiamo preso questa decisione con il cuore gonfio di tristezza ma anteponendo il senso di responsabilità, cui tutti siamo chiamati in questo nuovo e duro momento, alla voglia di celebrare, finalmente, i nostri 100 anni di storia”, ha commentato il presidente dell’A.N.A. Verona Luciano Bertagnoli.

Venerdì 23 alle 18 in piazza Bra è prevista l’accensione dei monumenti di piazza Bra che rimarranno illuminati con il Tricolore fino a domenica sera. L’appello ad appendere alla finestra, sulle porte o nelle vetrine dei negozi i colori dell’Italia a simboleggiare la vicinanza della città all’A.N.A. Verona è rivolto a tutti. Domenica mattina alle 10 il presidente Bertagnoli in solitaria o quasi, accompagnato solo dal comandante del 4° reggimento alpini paracadutisti “Ranger” Marco Manzone, da un volontario della Protezione Civile dell’A.N.A., un alpino, depositerà una corona alla targa bronzea del 6° Reggimento Alpini e, a seguire, al Sacrario militare all’interno del Cimitero Monumentale.

È fresco di stampa, inoltre, il libro “1920-2020 Sezione Alpini: cent’anni con Verona” (edito da Mediaprint) che in circa 400 pagine racconta nel dettaglio la storia dei cento anni della Sezione veronese dell’A.N.A. vissuta sia dentro che fuori i confini territoriali e nazionali. Il volume, ricco di suggestive immagini storiche contiene tra gli altri approfondimenti, due capitoli di storia della Sezione (uno dal 1920 al secondo dopoguerra; l’altro dagli anni cinquanta ad oggi), quattro capitoli su protezione civile, solidarietà e volontariato, gli alpini e lo sport, agli alpini anziani. E ancora, sezioni su figure ed eventi notevoli, gruppo storico, alpini medagliati, profili biografici inediti di molti personaggi storici.

“La sezione veronese è una delle più grandi non solo in termini numerici ma anche di partecipazione e condivisione: sempre in prima linea dove e quando serve. La speranza e l’augurio, per i prossimi 100 anni, è che i nostri giovani possano apprezzare e condividere i valori fondanti della nostra realtà che è un’associazione d’arma ma che è anche, nella sua parte operativa, un’associazione di solidarietà dove c’è la consapevolezza che per raggiungere una meta è necessario essere in cordata”, ha spiegato il presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero.

“Questo Centenario, pur orfano dei festeggiamenti di piazza, è da celebrare con un sorriso: il sorriso che nasce dalla consapevolezza di essere alpini e di essere costantemente a disposizione della collettività. Lo avete dimostrato durante i mesi più duri dell’emergenza sanitaria, lo avete dimostrato in agosto quando la città è stata duramente colpita alla tempesta e, appena pochi giorni dopo, dalla piena dell’Adige. E lo avete dimostrato anche in questi giorni, decidendo saggiamente di rimandare, ancora una volta, il momento dei festeggiamenti”, è intervenuto il sindaco Federico Sboarina. “In città, ho sempre voluto che nessuno rimanesse indietro nonostante le molte difficoltà incontrate a causa della pandemia. Se ciò è stato possibile, lo è stato anche grazie a voi. E per questo, nel weekend del 23-25 ottobre, imbandiremo la città intera del Tricolore”.

“Ci fermiamo momentaneamente in attesa che passi la tempesta, sapendo però che la cima è vicina e forti dell’ottimismo che ci viene dalla scienza. Questo rimane un Centenario di memoria: gli alpini attraverso il ricordo di ciò che è stato restituiscono contenuto alla storia e valori alle nuove generazioni”, ha aggiunto monsignor Bruno Fasani, direttore de L’Alpino.