21/10/2020 17:15

Slava Makarov
presente a Verona

Lo sviluppatore quarantunenne di "World of Tanks" ha lasciato il suo lavoro a Wargaming per lanciare un nuovo partito nella Federazione. Si chiama Partito della Democrazia Diretta della Federazione Russa ed nato ufficialmente il 5 marzo 2020, registrato al Russian Federal Tax Service in aprile. In 6 mesi sono state aperte più di 50 sedi regionali in tutto il Paese.

Il leader è Slava Makarov, inventore del popolare videogioco World of Tanks e già vicepresidente della multinazionale Wargaming.net, tra i leader mondiali nel settore dei videogiochi di strategia e combattimento.

Oggi è a Verona, e sarà presente al Forum Eurasiatico, assieme ad altri compagni di viaggio, tutti membri del comitato organizzatore del nuovo partito: Alexey Pilko, Direttore di Eurasian Center e Boris Chigidin, di Yandex.Money. E ci sono ad accompagnarlo anche Oleg Artamonov, Direttore generale di Unwired Devices e Timofey Shevyakov, ex produttore di LiveJournal . Uomini di piattaforma e di comunicazione per un’impresa tutta interna alla Federazione ma che per la prima volta giunge in Italia, Paese che ha già visto l’ascesa di un partito a “democrazia diretta”, il Movimento 5 Stelle.

Quello russo ha un unico obiettivo, quello di restituire la politica alle persone in modo che abbiano l'opportunità di avviare discussioni su qualsiasi questione importante e di poter monitorare ciò che viene fatto. Per fare questo, il Partito propone di introdurre un nuovo format decisionale, attraverso il voto espresso dai cittadini su una piattaforma online. Alla base non ci sono ideologie o appartenenze politiche, ma solo l'ascolto dell'opinione diretta degli elettori, con una App di voto per i suoi membri, coinvolgendo gli sviluppatori delle principali società IT regionali.

Qualcosa di più complesso, forse, di quanto non preveda la piattaforma Rousseau. Il Manifesto del Partito della Democrazia Diretta afferma che "anche nelle attuali condizioni di stabilità relativa il modello di sviluppo russo sembra essersi praticamente esaurito e richiede un serio rinnovamento".

I problemi irrisolti a cui fa riferimento il Manifesto sono le "dinamiche demografiche sfavorevoli, l’inaccettabile stratificazione sociale, la bassa qualità del lavoro, le difficoltà sistemiche nel fare affari e l'estrema sovraregolamentazione di tutte le aree". Il Partito di Makarov non punta allo smantellamento del sistema ma alla sua revisione. Cominciando dal quorum proibitivo necessario per chiamare i cittadini ad esprimersi in sede referendaria, da 2 milioni a 300mila firme. Per i referendum regionali dovrebbe essere sufficiente l'1% delle firme sul totale degli elettori, mentre secondo il Partito, per i referendum locali il numero non dovrebbe essere superiore al 2%.

Il Partito ritiene inoltre che sia necessario abbandonare il divieto di tenere un referendum nell'ultimo anno di mandato della Duma di Stato e consentire referendum sulla richiesta di dimissioni anticipate di governatori e capi di municipalità.

Durante la votazione sugli emendamenti costituzionali nell'estate del 2020, i rappresentanti del nuovo partito sono stati inclusi nel gruppo di esperti creato dalla Camera pubblica della Federazione Russa e hanno così potuto osservare il processo di voto.